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Irene Martinato

Responsabile editoriale

Il mio percorso: liceo classico, laurea in Filosofia con indirizzo storico-filosofico presso l'Università degli Studi di Milano, diploma post laurea della Scuola Regionale di Editoria presso l'Associazione Formazione Giovanni Piamarta di Milano.

 

Ero decisamente
più attratta dal livello inferiore, quello in cui avviene la creazione vera e propria del prodotto editoriale

 

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in da bambina ho sempre amato leggere e ho sempre letto di tutto: libri per ragazzi ma non solo, giornaletti, riviste e fumetti, sia quelli per bambini, sia quelli per ragazzi che prendevo in prestito dalla collezione dello zio. Questa passione è durata anche negli anni successivi, ma ho sempre pensato ai libri come oggetti di piacere e di svago o come strumenti per apprendere qualcosa: non avevo mai considerato la possibilità di farne un lavoro.
Il mio incontro con il mondo editoriale è avvenuto, come spesso accade, per caso. Nell'estate del 1997, mentre lavoravo alla tesi di laurea, andai a trovare un amico che mi aveva gentilmente procurato dei libri che mi servivano per la mia ricerca e lì ebbi modo di fare quattro chiacchiere con il padre, Ferdinando Scala, che ai tempi dirigeva la scuola di specializzazione in editoria presso il Centro Piamarta. Fino a quel momento avevo sempre immaginato il mio futuro in una scuola o magari nella redazione di un giornale: questa chiacchierata aggiunse una nuova possibilità al mio ventaglio di scelte post laurea. Nei mesi a seguire maturai la decisione e nell'autunno di quell'anno cominciai a frequentare la scuola di editoria: furono mesi molto piacevoli in cui ebbi modo di imparare le basi del lavoro editoriale, di stringere amicizie con compagni di corso che avevano le mie stesse aspirazioni e infine di mettere piede, per la prima volta, in una casa editrice. Al termine del corso feci infatti uno stage di tre mesi in De Agostini, che sancì definitivamente la mia passione per il lavoro editoriale e mi fece anche capire una cosa: per quanto interessante, il lavoro da redattore nella casa editrice non era quello per cui mi sentivo più portata. Ero decisamente più attratta dal livello inferiore, quello in cui avviene la creazione vera e propria del prodotto editoriale, quello in cui si ha modo di lavorare sui testi e di creare la grafica: insomma, il lavoro dello studio editoriale.
Dopo qualche collaborazione con De Agostini e un anno di gavetta in un piccolo studio editoriale venni assunta dalla Editing di Gianfranco Chiarle, che era allora uno dei più grandi studi editoriali d'Italia. Io e la mia grafica stavamo in una sede distaccata all'interno dei palazzi De Agostini e lì gestivamo, in totale autonomia, una serie di collezionabili dell'area femminile: moda, bellezza, punto croce e altri ricami, cucina. Si lavorava tantissimo, ma sempre con entusiasmo: l'avvio di una nuova opera era al tempo stesso una gran fatica e un'emozione. Con il passare degli anni allargammo il nostro ambito di lavoro anche all'area maschile e reference, ma eravamo ormai a un punto di svolta.
Alla fine del 2007 la Editing era giunta al capolinea, ma io avevo ormai imparato abbastanza per proseguire sulle mie gambe. È così che, insieme a Edoardo Del Moro, demmo inizio alla nuova avventura della Ediset. Fu per me la realizzazione di un sogno: potevo continuare a fare il lavoro che mi piaceva nel "mio" studio editoriale.
Il resto della storia puoi scoprirlo nelle pagine di questo sito: è una storia fatta di esperienze lavorative, di prodotti editoriali e dell'incontro con persone preparate e capaci che hanno cominciato a collaborare stabilmente con lo studio, condividendo la mia stessa passione per il lavoro editoriale.
Nel 2022 la rottura personale e professionale tra i soci ha portato alla chiusura della Ediset e al contestuale avvio della Edismart, che ne prosegue l’esperienza.

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